Sistema di isolamento termico a cappotto in pannelli di granulato di sughero biondo supercompresso

Il sistema di isolamento a cappotto esterno in granulato di sughero biondo supercompresso è un intervento tecnico che unisce le prestazioni di isolamento termico, acustico e igrometrico di un materiale naturale ed ecocompatibile alla precisione di un ciclo di posa in opera conforme alle normative vigenti, in grado di garantire continuità dell’isolamento e assenza di ponti termici.

1. Preparazione del supporto

Il supporto murario deve risultare stabile e ancorato, pulito e privo di polveri, esente da efflorescenze saline e da residui di oli, grassi, cere o disarmanti, oltre che sufficientemente planare. Intonaci ammalorati o zone degradate vengono preventivamente rimossi e ripristinati.

2. Installazione del profilo di partenza

Lungo il perimetro dell’edificio viene installato un profilo di partenza in alluminio o acciaio zincato, livellato e fissato meccanicamente alla muratura a una quota di circa 3-5 cm dal piano esterno finito. Il profilo garantisce l’allineamento iniziale, sostiene il peso dei pannelli in fase di posa e protegge la parte inferiore del sistema. Lo spazio sottostante viene riempito con materiale isolante idrorepellente per eliminare eventuali ponti termici.

Preparazione e applicazione del collante

L’adesivo, specifico per pannelli in sughero e per il sistema a cappotto adottato, viene applicato sul retro dei pannelli con spatola americana o dentata, in uno spessore variabile tra 5 e 20 mm in base alle irregolarità del supporto. Lo strato deve garantire continuità di contatto, assenza di cavità che generino moti convettivi d’aria e distribuzione uniforme dei carichi, evitando fuoriuscite nei giunti tra i pannelli.

4. Posa dei pannelli

I pannelli vengono posati dal basso verso l’alto, con corsi orizzontali continui, giunti verticali sfalsati di almeno 25 cm, accostamento perfetto e assenza di fughe aperte. Eventuali fessure superiori a 5 mm vengono riempite esclusivamente con materiale isolante analogo, mai con malta o collante. Nei cantonali si adotta uno schema ad incatenamento (“a dentatura”), alternando le lastre sui due fronti per garantire continuità meccanica. I raccordi tra pannelli non coincidono mai con gli angoli di porte e finestre, per evitare le microfessurazioni che tipicamente si generano a 45° da questi punti; dove necessario, un pannello intero viene sagomato per sormontare l’angolo.

5. Verifica della planarità

Una volta completata la posa, i pannelli vengono assestati con frattazzo in legno o plastica, per aumentare l’aderenza al supporto, uniformare il piano di posa e correggere eventuali dislivelli, con controllo sistematico mediante staggia metallica.

6. Fissaggio meccanico

Trascorse 24-48 ore dall’indurimento dell’adesivo, si procede alla tassellatura con tasselli certificati per sistemi ETICS, dimensionati in funzione dello spessore del cappotto. Ogni pannello viene fissato con almeno 5 tasselli (quattro agli angoli, uno centrale), con profondità di ancoraggio nella muratura non inferiore a 4-5 cm. I fori vengono ripuliti da polveri e residui prima dell’inserimento, e le rosette devono risultare complanari alla superficie del pannello.

7. Protezione degli spigoli e delle aperture

Spigoli verticali e orizzontali vengono rinforzati con profili paraspigolo dotati di rete in fibra di vetro preassemblata; nei punti soggetti al deflusso delle acque meteoriche si impiegano profili con gocciolatoio integrato. Agli angoli di finestre e porte vengono installate armature diagonali supplementari in rete di fibra di vetro, a circa 45° rispetto agli spigoli dell’apertura, per prevenire cavillature da concentrazione di tensione.

8. Rasatura armata

Dopo la copertura dei dischi dei tasselli con rasante, si applica uno strato uniforme di rasante minerale dello spessore medio di 4-6 mm, in cui viene annegata, a rasante ancora fresco, la rete di armatura in fibra di vetro alcali-resistente da circa 160 g/m². La rete è posizionata dall’alto verso il basso, tesa, priva di pieghe, e collocata nello spessore del rasante senza contatto diretto con il pannello isolante; le fasce adiacenti si sovrappongono per almeno 10 cm. Nelle zone più esposte a urti è prevista una doppia armatura. Dopo l’indurimento del primo strato si applica una seconda mano di rasante fino a superficie uniforme e liscia. In prossimità degli spigoli di aperture, porzioni di rete d’armatura di circa 20×40 cm, disposte a 45°, contengono le probabili microfessurazioni dell’intonaco.

9. Finitura superficiale

Trascorsi almeno 5 giorni dalla rasatura e dopo il completo indurimento del ciclo armato, si applica il rivestimento finale, preferibilmente silossanico o ai silicati ad elevata traspirabilità, con idrorepellenza, resistenza agli agenti atmosferici, protezione biologica, stabilità cromatica nel tempo ed elevata permeabilità al vapore acqueo. La finitura è applicata uniformemente fino a superficie omogenea, continua e priva di difetti estetici.

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